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Permalink Risposto da paradiso enzo su 6 Novembre 2011 a 17:37 Esiste un piccolo skilift vicino al 3A, purtoppo per raggiungerlo bisogna salire a piedi, unico mezzo la funivia dell'ENEL.
Comunque a parte questo dal mio punto di vista valorizzerei la zona per lo sci alpinismo, sfruttando tutti i rifugi già esistenti, teniamo presente che da Riale si può salire al Passo deel Nefelgiu e scendere al lago Vannino, risalire alla Scatta Minoia e scendere al Devero.
Lo so che devono esseci condizioni ottimali, ma è solo per dire che il luogo si presta ad una varietà di percorsi veramente belli.
Permalink Risposto da massimo mencarelli su 8 Novembre 2011 a 12:22 ciao a tutti!
Secondo me un ipotetico sfruttamento di Riale con un "comprensorio" sciistico non è proprio una gran bella idea...se nessuno ci aveva mai pensato prima vuol dire che (per fortuna!) non si può fare. Secondo me ci sono alcune problematiche non indifferenti da tenere presenti, prima di tutto non sempre si può raggiungere il paesino in inverno causa le valanghe che arrivano fin sulla strada, vedi per esempio l'inverno 2008-2009,poi Riale stesso non si presta a piste di discesa. E se per caso qualcuno pensava di farlo un pò più in su questo "comprensorio" quale sarebbe stato il Klein Matterhorn formazzino? L'Arbola o l'Elgio? Il Blinnenhorn o Nefelgiù? L'Hosandhorn o la Valrossa? O forse il Basodino...? Sinceramente preferisco non immaginarlo!
A Riale ci sono già le strutture,abbiamo (a mio parere) una delle più belle piste da sci di fondo dell'intero arco alpino. Sfruttiamo quella e lasciamo intatto tutto il resto!
L'alta valle Formazza,e non solo lei,ha già pagato caro il prezzo del progresso agli inizi del secolo scorso con gli invasi idroelettrici ci mancano solo degli impianti di risalita e siamo a posto! Giravano voci anche di un possibile collegamento con strada asfaltata da Riale attraverso il passo S. Giacomo con la Val Bedretto...provate ad immaginarla d'estate...sicuramente qualcuno di voi è transitato dal Passo della Novena in agosto,com'è?!?!?
Detto questo spero vivamente che Riale rimanga il paradiso per i fondisti,per i ciaspolatori e base per gli scialpinisti, nel VCO ci sono già impianti per tutti i gusti e non riesco proprio ad immaginare qualcosa anche li...
Scusate lo sfogo ma non ci riuscivo a stare zitto!
Grazie! ciao!
Permalink Risposto da Bennygreco su 8 Novembre 2011 a 21:38 "L'alta valle Formazza,e non solo lei,ha già pagato caro il prezzo del progresso agli inizi del secolo scorso con gli invasi idroelettrici"
D'accordo anch'io con quello che hai scritto ...... però, scusa, senza polemica, ma..... quale sarebbe questo caro prezzo?
Permalink Risposto da massimo mencarelli su 9 Novembre 2011 a 15:08 il caro prezzo che intendo io è la forte colonizzazione dell'alta montagna operata dalle società di allora per la produzione di energia con l'acqua definita "fortuna e castigo dell'Ossola",la stessa energia che ancora adesso ci rifornisce......ancora oggi ci chiediamo se le scelte di quel tempo,fatte in posti lontani da quei luoghi avevano più dato o tolto alla gente che abitava in quelle vallate.
Vannino: era un piccolo lago circondato da un grosso alpeggio ricco di pascoli.
Sabbione: in circa 6o anni ha modificato il clima di quel luogo.
Castel: definita una cattedrale nel deserto o diga di cartapesta dato che duro poco più di 3 anni (1920-23) con il crollo del muraglione sul terreno calcareo che non resse il peso. Gli abitanti di Riale si salvarono per miracolo ma morirono alcune bestie e i detriti ricoprirono i prati.
Morasco: il villaggio Walser (già abbandonato dal secolo xv) scomparve definitivamente nel 1940 con l'invaso. La chiesetta di Riale ricorda quell'alpeggio e gli operai morti nella costruzione della diga.
Toggia:il muraglione alto 45 mt e largo 200 mt cancellò il lago dei pesci e fu costruita la strada d'accesso.
Un caso emblematico anche se geograficamente non c'entra con Formazza ma culturalmente si, è Agaro. 700 anni di storia sommersi da 20 milioni di metri cubi d'acqua. Gli abitanti costretti ad abbandonare le proprie case "per il bene superiore dello Stato" si disse allora.
un'altro caso simbolo è il Vajont... ma qui andiamo troppo oltre...
questo è il caro prezzo del progresso pagato da quella gente in quei luoghi.
con questo non voglio dire che sono contrario al progresso,perchè pure io consumo energia elettrica e utilizzo funivie. Ma sono contrario all'inutile e allo spreco,cosa che qui nel nostro Belpaese sembra siamo dei maestri. Degli impianti di risalita a Riale a mio avviso sarebbero totalmente inutili. Gli stessi soldi potrebbero essere investiti per modernizzare e creare un pò di sana concorrenza per migliorare la qualità e l'offerta di quello che già esiste anche fuori dalla Formazza.
Per chi come me AMA e frequenta le montagne non solo dell'Ossola si sarà accorto che noi qui non abbiamo proprio nulla da invidiare a Val d'Aosta,Trentino o Vallese.
Forse loro sono solo un pò più furbi...
ciao!
Permalink Risposto da Tino Rugan su 10 Novembre 2011 a 0:08 Sono perfettamente d'accordo con quanto scritto, tranne sull'ultima parte: non prendiamoci in giro a paragonare l'Ossola (pur con tutto il rispetto) al Trentino...
Anche paesaggisticamente, tra le Dolomiti e il Monte Leone o l'Arbola ci sarà differenza? Sì beh abbiamo uno spicchio di Monte Rosa...
E la dolcezza e l'ampiezza dei loro passi, paragonate all'asprezza, alla "chiusura" delle nostre valli?
La pista da fondo di Riale: bellissima, una delle migliori... ma alla fine quella è, 10 km non "espandibili"... (che poi non capisco perchè non battano più la zona dietro la "Pernice Bianca")
Ma qualcuno è mai stato al passo Lavazè? Altra zona da "mordi e fuggi" (in cima 2 alberghetti in croce), ma "geografia" che permette una decina di piste, di varie lunghezze e difficoltà, complessivamente si potrebbero fare più di 100 km senza togliersi gli sci, con panorami mozzafiato su Latemar, Catinaccio e chi più ne ha più ne metta.
Che poi siano più furbi può essere, ma anche molto più bravi e fortunati.
Ciao
Permalink Risposto da marco baggi su 8 Novembre 2011 a 13:52
Permalink Risposto da Ivan su 8 Novembre 2011 a 21:40 ok raga, non ve la prendete, il mio era solo un pensiero. Sulle alpi in tal senso sono stati sfruttati persino degli autentici gioielli come Chamois in val d'Aosta e direi che il risultato è stato molto buono, per non parlare di posti come Cervinia o Zermatt dove secondo me hanno saputo sfruttare degli ambienti unici al mondo senza rovinarli. Il Trentino avviamente non lo tiro nemmeno in ballo, perchè il paragone tra ciò che è stato fatto la e quello che si trova non solo in Formazza ma un pò in tutta l'Ossola, è improponibile (tranne che per i prezzi, solo quelli sono di pari livello...)
Poi però si pretende di pubblicizzare la "pista dei campioni" che c'è giù a Ponte come se fosse chissà che, tutto qui.
Ahah, Cervinia come esempio di sostenibilità ambientale!!! Ma va là, semmai Cervinia la metterei di default negli scempi:
- orde di auto e pullman in ogni we invernale
- impianti di risalita in ogni dove
- colonizzazione dei ghiacciai
- urbanizzazione selvaggia senza regole.
Se questo è sfruttare un ambiente senza rovinarlo...
Permalink Risposto da Ivan su 9 Novembre 2011 a 18:12 ok, anche questo è vero, però rimane una località conosciuta in tutto il mondo e frequentata da numerosi stranieri sia in estate che in inverno e non solo perchè c'è il Cervino, io l'ho frequentata molto e lo posso dire, quindi a sto punto bisogna decidere: o si vuole il turismo, oppure non lo si vuole. Però non si può nemmeno pretendere che il turista venga su, lasci i soldi e se ne vada subito! Invece la mentalità dell'Ossola sembra essere proprio questa, risultato? un eterna promessa turistica che non si concretizza mai e allora via con le lamentele e l'invidia per "quelli della Val d'Aosta", "quelli del Trentino" ecc. ecc. Si certo, a Cervinia hanno fatto degli errori e degli scempi, ma che mi dite di Zermatt? pensate che se non avessero fatto determinate scelte per lo sviluppo del turismo, oggi sarebbe quella che è? Cmque non c'è problema, essendo vicina, l'Ossola andrà sempre bene per delle gite in giornata, magari portandosi il pranzo da casa, mentre per le vacanze vere, chi non ha la seconda casa da quelle parti (in genere lasciatagli dai genitori) si sposterà sempre un pò più a ovest o un pò più a est e anche su questo forum continueremo a domandarci chi è più furbo tra Ossolani, Valdostani e Trentini, ma i fatti parlano da soli.
Permalink Risposto da Gianluca su 10 Novembre 2011 a 12:17 Concordo pienamente con chi sostiene che l'Ossola "ha già dato" I laghi artificiali e le centrali hanno invaso queste terre Bellissime che veramente hanno poco o nulla da invidiare alle altre località. Chi fa paragoni non tiene conto che ogni luogo è "unico" e anche l'asprità o le vallate piuttosto chiuse offrono degli spunti paesaggistici Meravigliosi, Unici.
Detto ciò osservo che mentre un tempo anche per le opere pubbliche si cercava di far qualcosa di bello-le centrali dell'Ossola di Piero Portalupi sono una meraviglia architettonica- oggi il "brutto e il malaffare imperano sovrani"
Paradossamnelte proprio ai tempi odierni, dove cavilli,leggi e impedimenti vari, dovrebbero tutelare i territori; assistiamo a degli scempi, mentre agli albori c'era senz'altro più lungimiranza e perlomeno più gusto estetico.
Anche se, e questo va detto, non si andava tanto per il sottile... Agaro, già citato ne è un esempio ( il Vajont poi...)
L'Ossola poi ha quel patrimonio architettonico rurale direi unico nel suo genere ! Su un turismo di villeggiatura, qualità e sostenibilità occorre puntare: l'aria sana, i paesaggi incontaminati, la bellezza dei borghi e degli alpeggi, la bontà dei prodotti, la possibilità di praticare sport in armonia con la natura... sono tutti fattori che invogliano a un turismo sano e sostenibile.
Personalmente dirotterei risorse per incentivare il recupero archiettonico esistente e valorizzarlo, cercando di eliminare gli scempi del passato. Questo per poter dare un'offerta a prezzi convenienti.
La nostra cara Ossola è cara! e non c'è da meravigliarsi, il privato che ha iniziativa deve sostanzialmente arrangiarsi. I Comuni in mancanza di risorse fanno quello che possono...
Perchè il già citato Trentino ha un'offerta inviadiabile ? Le risorse rimangono sul territorio perciò si erogano aiuti che consentono di creareo recuperare strutture belle, efficienti, e a prezzi decisamente più bassi che qui.
Ripeto, il patrimonio di bellezze naturali e archiettoniche E' DAVVERO UNICO, paradossamente la ritrosia degli Ossolani ha contributo a preservarli: Valorizziamoli.
Anni or sono c'era il prof. SIMONIS che si batteva affinche l'architettura rurale Ossolana fosse inserita come PATRIMONIO DELL'UNESCO. In un convegno a Domodossola, al quale ho partecipato, aveva portato l'esempio di località montane anche fuori dall'Italia che, puntando sul territorio, ne avevano tratto enormi benefici in termini di ritorno economico-senza devastare il paesaggio-
I nostri antenati -poveri e affamati- hanno colonizzato abbellendo le alpi col duro lavoro, perchè noi dovremmo distruggere tutto ciò?
Non sono contro il progresso, ponti, ferrovie, autostrade ci vogliono e fanno comodo a tutti, farle BENE nei luoghi giusti adottando tutti gli accorgimenti possibili , belle e che durino nel tempo è un DOVERE, cosa credete che accadrà a TUTTE le opere in cemento armato fra cent'anni?
Post aggiunto da Bas-Mauri il 9 Maggio 2013 alle 21:00 1 Commento 2 Preferiti
Post aggiunto da Antonio il 29 Aprile 2013 alle 9:55 1 Commento 0 Preferiti
Post aggiunto da Raul il 12 Aprile 2013 alle 15:14 0 Commenti 0 Preferiti
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Post aggiunto da Silvia il 10 Aprile 2013 alle 10:41 0 Commenti 0 Preferiti
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