La mia montagna
Ero un ragazzino come tanti, che abitava a Casale Corte Cerro. E come tanti, non vedevo l’ora arrivassero i week end invernali per inforcare gli sci. Anzi, dapprima mettevo gli sci in spalla e salivo a piedi sino all’alpe Piana Rovei dove si faceva sosta per la notte nel rifugietto gestito dagli alpini. La mattina si riprendeva il percorso sino all’alpe Quaggioni, sulla dorsale che separa la valle del Cusio da quella dello Strona.
Ci si accontentava di poco, in quegli anni tra il 1970 e 80: era sufficiente una bella sciata tra ragazzini. Io, ed i miei due fratelli più piccoli di cui mi sentivo responsabile perché non avevamo più il papà. Senza il becco di un quattrino, né la possibilità di frequentare stazioni sciistiche dotate di impianti, riuscivamo a godere appieno di quei momenti tra i monti ed a scendere facendo a gara a chi arrivava per primo. Bastava poco, dicevo, e quel poco per noi era la possibilità di andare in montagna. Per me, un rifugio dagli ampi spazi, in cui mi sentivo davvero a casa. Il cielo come tetto, i canaloni lungo i quali scendevo come pareti, la natura come maestra di scuola e di vita.
Questo, il mio approccio alla montagna: ed è stato subito colpo di fulmine. Di quelli però che non finiscono dopo l’innamoramento iniziale, ma crescono e maturano con il tempo. Da allora ad oggi ho continuato ad andare in montagna con una sola differenza rispetto al periodo spensierato della gioventù: ho imparato ad averne rispetto, a non sottovalutarne mai quel potere naturale capace di stupire e diventare insormontabile per tutte quelle leggi che solo la natura può imporre. Un atteggiamento fondamentale per chi, come me, affronta quasi sempre la montagna da solo, e se sei da solo anche una banale scivolata può diventare un problema.
Ho iniziato per passione, è divenuto un lavoro. Una professione dettata proprio dal mio amore per la montagna: la fotografo, cerco di guardarla non solo attraverso i miei occhi, ma quelli della natura. Ciò non toglie che, nelle discipline più impegnative sempre, ed in ogni caso, una sola è la parola d’ordine: sicurezza, grazie all’accompagnamento delle guide ed ai consigli e agli strumenti necessari per salire anche in quota.
Fotografia e montagna: le mie due grandi passioni con cui sono riuscito (ed ho avuto la fortuna) di coniugare attraverso il lavoro, non smetterò mai di ringraziare un amico che mi ha spronato e incoraggiato ad intraprendere questa nuova avventura Certo, per uno come me che si è sempre rimboccato le maniche e che per “lavoro” intendeva “sudare 7 camice” in qualche fabbrica o cantiere, all’inizio qualche scrupolo è scontato. Mi sembrava davvero di “rubare” il denaro guadagnato. Ma ci pensate? Venivo pagato per fare ciò che più mi piaceva. Anzi di più, per fare le due cose che più mi piacevano allo stesso momento. E’ questa la mia montagna: lunghe camminate in compagnia della mia macchina fotografica con qualche sosta di avvicinamento ai protagonisti dei miei scatti. Camminare ed osservare la natura: cogliere l’unicità di un attimo significa levatacce o trascorrere notti nei bivacchi per essere nei luoghi fotografici magari all’alba, significa anche ritornare nello stesso luogo più volte. Zaino in spalla (e sono di media 12/18 kg con attrezzature, viveri e ricambi al seguito), gambe, fiato e sudore. Sì, la montagna è anche fatica. Fotografare la montagna talvolta è davvero una vera e propria impresa: non è una modella a cui imporre una posa! E’ lei, a dettare le regole del mio lavoro ed io devo essere sempre sull’attenti, pronto al click giusto nel momento giusto e molte volte al colpo di fortuna. Il mio traguardo è lo scatto capace di regalare all’immagine ciò che la natura rappresenta di se stessa, ed è lo scatto per me è il momento più bello. Senza ritocchi…anzi, fotoritocchi.
Camminare solo negli orari più strani circondato dal silenzio non è così immediato come potrebbe sembrare: il meteo è strumento indispensabile per sapere se come e quando partire.
Ultimamente in rete esiste un proliferare di blog personali dedicati alle varie escursioni con tanto di descrizioni e foto. Uno strumento fondamentale: io stesso, quando devo compiere una gita in un posto nuovo, ne traggo informazioni. La montagna non merita una “toccata e fuga”, ma come dice Teresio Valsesia in un suo libro bisogna saper “camminare al passo della montagna”. Una filosofia ed un approccio che condivido e che ho fatto mio. Se poi vi capiterà di incontrare qualcuno in montagna da solo, a qualunque ora, che sta facendo fotografie anche in posti sperduti, non dategli del pazzo: è il mio lavoro…e la mia vita.
Blog di Giancarlo Parazzoli

Vi aspetto tutti a Mergozzo domenica 8 agosto alle ore 21, per una serata dedicata alle mie fotografie e video proiezioni musicali
Postato il 7 Agosto 2010 alle 8:04 —
Il Rifugio Alpe Parpinasca si trova in Val d’Ossola, nel Comune di Trontano, nella fascia di pre-parco del Parco Nazionale della Val Grande, sugli ameni pascoli dell’Alpe omonima a 1200…
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Postato il 12 Luglio 2010 alle 16:01 —
Pubblicata una gallery significativa dell'evento. E' in preparazione un dvd contente tutte le immagini realizzate (circa 1600) e in vendita a euro 10,00. Per prenotazioni fotostudiords@gmail.com
Gallery:…
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Postato il 16 Giugno 2010 alle 13:37 —
Postato il 25 Maggio 2010 alle 11:53 —
Postato il 9 Maggio 2010 alle 5:23 —