Eliski: la "guerra" è online, tra web e social network. Che pace sia...?

Ph. Giancarlo Parazzoli

L'eliski è un argomento che, qui su Neveazzurra, ha da sempre portato un confronto serrato tra tutti voi: nel mese di febbraio pubblicammo un articolo riferito all'annullamento delle attività di eliski in Formazza che in poche ore raccolse il record di letture (oltre 3.000).

Ora la "battaglia", dopo le dichiarazioni di alcuni amministratori locali, in primis il sindaco di Macugnaga, si sposta online: tra petizioni, gruppi Facebook e blog affollati, gli utenti del web stanno cercando, ognuno seguendo la propria strada, di far valere le proprie idee.

Partiamo però da un presupposto: noi tutti amiamo le nostre montagne, l'ineguagliabile patrimonio naturalistico che la Natura ci ha donato, le potenzialità delle nostre valli.
Dunque: lo scopo di questo post sarà diverso dai precedenti. Vogliamo avere le vostre idee, ma senza lotte, senza polemiche, senza insulti (ovviamente): vogliamo capire come, partendo da questi presupposti fondamentali, si possa arrivare ad una soluzione comune.

Possibile che i voli in eliski debbano essere vietati in toto? Non sarebbe meglio una regolamentazione equa che possa mettere d'accordo tutti? Sono davvero un danno o magari possono rappresentare una via di sviluppo?

Domande provocatorie? Sì, ma non cascateci, desidero davvero che da questo post possano emergere proposte costruttive: fate sentire la vostra voce!

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Tag: divieto, eliski, formazza, futuro, macugnaga, montagna, opinioni, ossola, regolamentazione

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Commento da Macugnaga.net su 25 Maggio 2012 a 14:12

Da LaStampa.it del 25.05.2012 -

Meglio l'eliski delle ciaspole, il Cai tollera i voli della neve
Sono ritenute più invasive le escursioni "dal basso": "Servono però regole certe"

No all’abolizione, sì alla regolamentazione dell’eliski: questa la proposta emersa l’altra sera a Stresa, dal raggruppamento «Est Monte Rosa» che riunisce i dirigenti delle diciassette Sezioni del Club alpino italiano del Vco e del Novarese.
Una lunga discussione ha permesso di evidenziare che l’eliski, se è rigorosamente disciplinato, non provoca impatti determinanti sull’ambiente naturale d’alta quota. Semmai risultano più gravi, quanto meno in determinate aree delicate, le conseguenze sull’avifauna alpina causate dalle escursioni (anche notturne) con le racchette da neve e dallo sci alpinismo. Infatti, in Alto Adige e in altri settori delle Alpi anche queste discipline sono state regolamentate, con il divieto di praticarle nelle zone più sensibili. Analogamente si dovrà operare per l’eliski, limitando rigorosamente i punti di atterraggio, i giorni e i numeri delle rotazioni. Del resto una disciplina del genere è già stata attuata a Macugnaga e stava per esserlo a Formazza.

di Teresio Valsesia

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Ricordiamo che nel Forum di Macugnaga.net potete trovare altri articoli e discussioni precedenti, in ordine cronologico:
- Eliski; la battaglia di firme
- Eliski: Macugnaga approva regolamento
- Elisky, il no della guida
- "L'eliski è un'opportunità per il turismo di Macu" 

Commento da chiara su 16 Maggio 2012 a 16:04

concordo in pieno con l'amico di Formazza e credo che nessuno di noi voglia un eliski selvaggio senza regole, noi vogliamo le regole e vogliamo rispettarle e vogliamo che l'eliski si possa praticare nelle nostre valli!!!!! forza macugnaga e forza formazza!

Commento da Filippo Ceretti su 16 Maggio 2012 a 15:42
Commento da Gianvi su 15 Maggio 2012 a 12:35

Mi esprimo in base ai commenti apparsi qui in NeveAzzurra :
A.Alberti
"Per quanto riguarda i proponenti la petizione NO ELISKI NEL FUTURO DELLA MONTAGNA, nei siti di interesse comunitario non si dovrebbe neppure discutere."

"I sottoscrittori della petizione, semplicemente, chiedono alla commissione regionale di non rilasciare le autorizzazioni in queste aree, essendoci un'evidente contraddizione in termini."

Marco Tosi
" ... ma nel documento si parla di una richiesta di regolamentazione seria che interessi tutta la regione Piemonte e magari le Alpi."

Se cosi' e', non vi siete ben chiariti fin dall' inizio, generando una sorta di incomprensioni enorme sia tra di voi che e sopratutto all' esterno.

Sbaglio qcosa? uno parla di ZPS e l' altro di zone non ZPS (ricordandovi che praticamente tutte le montagne ossolane sono ZPS o Parco) ?

Commento da Filippo Ceretti su 14 Maggio 2012 a 17:14

Nuove importanti informazioni da Macugnaga in home page o seguendo questo link: http://www.neveazzurra.org/profiles/blogs/da-macugnaga-importanti-n...

Commento da meccia su 14 Maggio 2012 a 12:26

 

...."Se poi la maggioranza dovesse essere invece favorevole a tale pratica e decidesse di farlo, nei termini  e nei tempi definiti da una regola, rispetterei tale decisione DEMOCRATICA  e me ne farei una ragione, pur continuando a dissentire."......

 

e rieccoci qui! maggioranza de che? macugnaghesi/formazzini? ossolani? piemontesi?italiani? ecc. ecc.

il gioco forza di grandi interessi e grandi numeri, ha sempre portato distorsioni nei delicati equilibri delle economie alpine.  le grandi centrali prima , la speculazione edilizia poi hanno sempre fatto leva sull' esigua rappresentanza/opposizione locale e sulla loro frammentazione.

Nel rispetto dell'autoderminazione di queste nuove generazioni,che lottano per non abbandonare la difficile realta' ossolana, si dovrebbe dare la proporzionalità del valore del voto. La loro rappresentanza . Il loro parere per ogni tipo di regolamentazione che riguardi il loro (e non lo scrivo maiuscolo per rimarcare che non dovrebbe essere rimarcato!).

Ultima cosa: se davvero volete differenziavi dal massimalismo ed il pressapochismo di un "fantaverdiano progresso sostenibile", da carta stampata o da leggi fatte a furor di valaghe, utilizzate il medesimo impegno  per  sensibilizzare le istituzioni  verso la lenta agonia delle popolazioni ossolane. Diffondete  il concetto che: nessun ente o istituzione potrà conservare, tutelare e migliorare il territorio alpino meglio  dei residenti stessi. Consapevoli di quale fortuna e responsabilità sono gestori. 

cordialmente

Commento da marco tosi su 14 Maggio 2012 a 9:40

Personalmente ascolto le altre opinioni e necessità e condivido alcune delle perplessità e contraddizioni messe in luce da Sacco e Zurbriggen e sul fatto che i giornalisti spesso scrivano castronerie, tipo quella delle valanghe staccate da urli, e interpretino a modo loro i concetti che altri esprimono.

Sul titolo della petizione "No eliski nel futuro della montagna" è chiaro che è piuttosto forte, come del resto lo è quello del blog Padroniacasanostra!, ma nel documento si parla di una richiesta di regolamentazione seria che interessi tutta la regione Piemonte e magari le Alpi.

Lo specifico per far capire che non c'è nessun accanimento contro Macugnaga e Formazza, che è giusto rivendichino gli stessi diritti (e doveri) di Alagna e del Sestriere.

Il movimento critico è partito proprio per tale sacrosanta ragione ovvero che non è giusto proporre un'iniziativa illegale o, se il termine non vi piace, non autorizzata.

Poi possiamo discutere tutta la vita sull'opportunità, la liceità, le incongruenze delle ZPS ma questo discorso, devo ancora concordare con Sacco, non spetta alle Guide Alpine ne ai cittadini.

E' tuttavia un mio diritto/dovere, come Guida Alpina e cittadino, esprimere un parere, personale ma condiviso, di contrarietà all'eliski.

Se poi la maggioranza dovesse essere invece favorevole a tale pratica e decidesse di farlo, nei termini  e nei tempi definiti da una regola, rispetterei tale decisione DEMOCRATICA  e me ne farei una ragione, pur continuando a dissentire.

Quindi, per favore, basta criminalizzarci, darci dei Coglioni di Fantaverdi, dei qualunquisti, ecc. ecc.

Vi ringrazio e vi saluto.

Commento da Amedeo Zurbriggen su 13 Maggio 2012 a 14:18

Dire che:"I sottoscrittori della petizione, semplicemente, chiedono alla commissione regionale di non rilasciare le autorizzazioni in queste aree" quando la petizione si intitola: "No eliski nel futuro della montagna", mi sembra quantomeno contraddittorio.

La vostra petizione non sembra proporsi come una possibilità di discussione ma la classica posizione ambientalista convinta di fare il bene comune avendo la Verità dalla sua.

E.. "Ahi ahi! che brutto esempio" Sestriere… a differenza loro, a Macugnaga di vincoli ambientali ed architettonici, creati e controllati da pseudo specialisti/ambientalisti seduti dietro una scrivania in regione, ne abbiamo a sufficienza.

Non stupitevi quindi se nascono gruppi che vogliono essere "padroni a casa loro".

Mi piacerebbe però sapere da Lei, quali uccelli migratori si prefigge di proteggere la ZPS di Macugnaga e quali habitat si prefigge di conservare il SIC.
Nello specifico non capisco quali uccelli migrano nelle nostre valli durante l'inverno e quale habitat disturbi il rumore dell'elicottero con i versanti coperti da qualche metro di neve.

Sicuramente, visto che ha intrapreso questa battaglia, potrà darci informazioni dettagliate che magari ci faranno cambiare idea o ci permetteranno di capire dove e quando non fare eliski.

O, come penso, nostalgici di un mondo dove si zappava l'orto e si tirava al collo alle galline, fate esclusivamente battaglie filosofiche che non tengono conto di altre opinioni e necessità?

Commento da Giorgio Sacco su 13 Maggio 2012 a 14:10

Cara signora Alberti non e per niente difficile da capire!!! le aree ZPS sono aree di protezione riguardanti l' avifauna. Non sono preposte alla protezione dei sogni o dei desideri della gente!! 

Lasciamo quindi che siano esperti ornitologi a valutare l impatto che una qulasiasi attivita' di Heliski possa generare sull Avifauna.

Ma allora ......e qui le faccio una provocazione lasciamo anche che sia un esperto Ornitologo a valutare l incidenza che i Ciaspolatori' Sciatori' Scialpinisti e tutti quanti frequentino la Montagna nella sua veste invernale compresi i Pellegrini del terzo millennio a voi tanto cari che pur arrivando in punta di piede possono pestare con la ciaspola ahime' la tana di un gallo forcello, per non parlare delle gare di scialpinismo ,alcune in notturna ,con centinaia di iscritti, arrivano a generare nelle zone comprese tra i 1700 e i 2300 metri nelle aree di svernamento dei fagiani di monte 

Ritorniamo tutti ma proprio tutti a 100 anni fa'.....ne siamo capaci???

Questo e' un compito (e qui parlo anche contro il mio interesse) che non spetta alle guide alpine che possono essere condizionate da un ritorno economico, ne alle associazioni ambientaliste che possono avere condizionamenti politici (come nel caso di Piazza Chavez) ne da cittadini qualunquisti che poco conoscono la materia  !!

Commento da Amelia Alberti su 13 Maggio 2012 a 11:06

Mi accorgo che è difficile da capire, ma la questione è che un programma di eliski, per potersi praticare nei siti di interesse comunitario, SIC e ZPS, deve essere sottoposto a procedura regionale di Valutazione d'Incidenza, preposta, appunto, a valutare i danni che l'azione può provocare alla biodiversità vegetale e/o animale. I sottoscrittori della petizione, semplicemente, chiedono alla commissione regionale di non rilasciare le autorizzazioni in queste aree, essendoci un'evidente contraddizione in termini. Per le altre aree chiedono la massima attenzione e severità. I sottoscrittori della petizione non hanno alcun potere deliberatorio in merito.

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