Non so se sarà possibile riassumere in due parole l’emozione e la gioia provate ieri a Thiene, dove, dopo aver superato il settimo livello del corso AFF di paracadutismo ho ottenuto il brevetto!

Questo ultimo w.e., mi ha visto partire da casa alle 5 e 20 della mattina in direzione di Milano Stazione Centrale, dove alle 6 e 35 ho preso il treno che mi avrebbe condotto a Vicenza prima, e Thiene dopo.

Adrenalina in corpo per questa avventura che andavo a fare in solitudine, sola con me stessa.

Borsone a tracolla, zaino in spalla, mi sembrava di partire per il militare.

Arrivo a Thiene in una meravigliosa giornata di sole, salgo subito dopo il briefing, sul secondo decollo.

Armido, il mio Jump Master, mi informa che avrei dovuto saltare fuori dall’aereo da sola quella mattina, senza più il suo supporto.

Il nervosismo mi assale subito .. “Non ce la farò mai!” gli dico.

Saliamo in aereo in religioso silenzio. Ognuno ripassa il proprio lancio e gli esercizi che dovrà fare.

Ripetiamo il lancio a voce, eseguiamo tutti i controlli di rito: Pettorale, sgancio del principale, emergenza, nottolino di apertura .. tutto è assolutamente in ordine.

Si avvicina la quota: 4.500 mt.

Gli occhialini e il casco sono già indossati, l’altimetro è a posto, escono i primi paracadutisti.

Sull’aereo rimaniamo solo io, il video man, e il mio Jump Master.

Esce il video appeso alle maniglie esterne, esce Armido, tocca a me! Vado in porta abbastanza decisa.

Esco, mi preparo al salto. Mi giro verso Armido do il mio OK. Lui mi guarda e mi da il suo ( sei pronta )

Io lo riguardo e mi tiro indietro: “ No, no, no” gli dico …

Ripeto la sequenza, ritorno il porta, do nuovamente il mio OK, lui sorridendo mi ridà il suo .. “ No, no, no dico nuovamente”.

Respiro, mi concentro, sono qua per saltare mi dico e salterò.

Questa volta con più grinta, lo riguardo, ridò l’OK, mi da il suo … SALTO NEL VUOTO, da sola. In quel momento ho aperto la porta di un’altra me. Lì sull’aereo sono rimaste tutte le mie insicurezze, le mie incertezze.

L’aria mi ha accolto subito, nonostante mi sia girata su me stessa, abbia giocato a ribaltarmi qualche secondo dentro le sue braccia, ma ho trovato subito la posizione ARCOOOO, mi gridava la mente.

Parto con gli esercizi previsti. Primo giro a destra, quota, secondo giro a sinistra, quota, avanzo tempo, ne faccio ancora un altro e quota.

L’aria ha un profumo particolare quella mattina e io sto volando da sola, Armido mi sorride e mi fa segno che sto andando benissimo.

Una bella sensazione di stabilità, di equilibrio stanno facendosi strada dentro di me.

Duemila, Milleotto, segnalo e apro.

Il paracadute si spiega… il vento si placa, sto volando a vela ..

Prendo i comandi e mi preparo a pilotare la mia vela verso l’aeroporto.

A 300 mt, inizio il mio circuito di atterraggio. Non ho più la radio devo cavarmela da sola.

Giovanni in mezzo al campo mi aspetta, mi guida con le sue braccia. Atterro, ce l’ho fatta!

“ Bel lancio bambina “ mi dice. Sono talmente contenta che gli salto al collo.

Ho superato il quinto livello.

Nuovo briefing per il sesto livello.

Questa volta oltre ad uscire da sola, dovrò fare una capriola indietro, un giro a destra e un giro a sinistra.

Panico da capriola … ( looping in gergo )

Risalgo sull’aereo, concentrata. Siamo in quota, questa volta salto senza esitazioni, anche qui il flusso dell’aria in caduta libera a 200 km l’ora, mi avvolge, mi fa rovesciare, mi giro su me stessa, ma ritrovo stabilità. Faccio la capriola. Mi viene benissimo e involontariamente ne faccio un’altra.

Provo i giri, molto bene. Giro a destra, giro a sinistra, quota. Apro.

L’atterraggio sarà un po’ lungo e l’impatto un po’ duro. Ho fatto veramente tutto da sola, non c’era nessuno laggiù nel campo ad aspettarmi. La prospettiva della terra vista dall’alto è una nuova visuale per i miei occhi e decidere quando stallare .. mi è ancora difficile da capire.

Comunque ho superato il sesto livello.

La serata la passiamo in Hangar, si mangia tutti insieme, un bel momento di festa. Conosco gente nuova, faccio amicizie con i ragazzi.

Alla fine rimaniamo solo in 6, noi che ci fermeremo anche per la notte. Mi sistemo con altri tre ragazzi in un container adibito a camera con dei letti a castello molto confortevoli.

Una nuova esperienza. Io che mi ritrovo a dormire con tre ragazzi, lontana da casa, in mezzo alla campagna.

Preparo i letti anche per loro e alla una di mattina circa, lascio il gruppo e vado a nanna. Stanca per la giornata, non mi accorgo neanche quando arriva Beppe. Gli altri due invece sono più rumorosi non sanno decidersi se dormire sopra o sotto nel letto a castello.

Ritorna il silenzio, la notte passa tranquilla, la mente ripensa ai voli della giornata : “ Bambina che bel lancio che hai fatto … lancio da 10 e lode … looping da manuale ..” Devo mantenere i piedi per terra, sto volando troppo anche con la mente.

Alle 7,30 mi alzo, Beppe e Max sono già usciti. Appena fuori dalla cameretta, mi accoglie un’altra stupenda giornata di sole. La campagna è silenziosa e una brezza leggera mi sfiora subito il viso. Respiro intensamente. Anche l’odore che senti qui è diverso! Mi faccio un giro in solitudine, la manica del vento si agita come una mano per salutarmi e così pure le bandiere.

L’aereo che è rimasto fuori per la notte, è buffo con le cuffiette sulle eliche ..

Sento la voce di Beppe all’interno dell’hangar. Ma allora sono lì .. Entro, stanno ripiegando il paracadute rimasto aperto dalla sera precedente.

Max sta già sistemando la cucina. Gli do una mano a riordinare. Quante pentole da lavare!

Preparo la colazione ai ragazzi. Beviamo insieme il primo caffè ( per me tè ) della giornata. Ci dividiamo del cioccolato che ho portato da casa. Anche questa è un’altra situazione nuova per me. Non sono nella mia cucina e sto facendo colazione con dei nuovi amici.

Beppe continua a ripiegare, Max ha quasi finito di lavare i piatti, io prendo la scopa e comincio a pulire tutto l’hangar … Ma quanto è grande?

Ormai sono quasi le nove, arrivano anche la Manu e Giovanni. L’attività riprende. Finalmente riesco ad avere il bagno per me, mi preparo, mi cambio e indosso nuovamente la tuta.

Sono di nuovo sul secondo decollo della mattina. Settimo Livello quello che mi permetterà di prendere il brevetto.

Briefing. Qui le cose di fanno toste. Devo saltare, fare una capriola avanti, una indietro, un giro a desta e uno a sinistra. Non ce la farò mai penso!

Decolliamo, concentrazione, tensione, paura, quante emozioni nuove tutte insieme ..

4500 mt. Sono in porta. Salto, faccio il giro in avanti o almeno credo, subito quello indietro ( perfetto )

Perdo stabilità. Comincio a girare come una trottola. Armido mi stoppa. Osservo la quota, riesco a fare solo un mezzo giro e poi devo aprire.

Con un po’ di delusione atterro. Mi sa che non sono passata.

Infatti sarà così. Rivediamo il video. Ho sbagliato completamente la posizione dopo il looping all’indietro. Mi sono allungata anziché fare arco, ho formato un’elica umana.

Devo rifare il livello dopo la pausa pranzo.

Sono al bar dove ho appena finito di mangiare il mio toast, che arriva il mio Jump Master. Mi dice che sono sul primo decollo del pomeriggio di seguirlo velocemente. Non capisco esattamente cosa vuole dire, ma lo seguo. Fuori dal cancello, dentro il campo di aviazione, c’è la sua moto. Lo guardo e mi dice “ Sali!”

Mi avvinghio perché le moto mi hanno sempre fatto paura, e sobbalzando in mezzo alle zolle d’erba. Arriviamo sani e salvi davanti all’hangar. Sembra la scena di un film..

Il principe Armido, riccio, biondo occhi azzurri, mi ha caricato sul suo cavallo nero conducendomi alla partenza del nuovo decollo.

Io non ragiono, ho ancora il toast nello stomaco, sto per salire a 4500 metri per ripetere il settimo livello.

Non ce la posso fare, mi dico.

Durante il volo, ripasso velocemente gli esercizi, cerco di concentrarmi ma il toast non vuole saperne di stare lì nel mio stomaco ..

Sono in porta, decisa, devo farcela.

Salto, mi stabilizzo quasi subito, looping in avanti, looping in dietro ( questo da manuale ) giro a destra, quota, giro a sinistra, quota, ho ancora tempo! Guardo Armido il suo sorriso esce dal casco, ho tempo faccio un altro giro, quota! Apro…

Non dimenticherò mai gli occhi, il sorriso e i suoi pollici che mi facevano OK.

Forse questa volta ce l’ho fatta.

Atterro, bene, sempre in scivolata, ma tranquilla.

Arrivo in hangar e il microfono dice: Attenzione, oggi si festeggia una nuova stellina entrata nel mondo del paracadutismo! La Patty ha ottenuto il brevetto!!!!!

Non posso dire la gioia e l’emozione che ho provato. Gli abbracci e i baci che mi hanno circondato, e io lì sola a prendermeli tutti.

Dopo i primi minuti e le prime battute, sono corsa nello spogliatoio. Mi sono seduta sulla panchina e due lacrime sono scese dai miei occhi! Ce l’avevo davvero fatta! A 48 anni ho preso il mio brevetto di Paracadutismo.

Ho chiamato a casa per comunicare la notizia. Ho mandato qualche sms agli amici. E’ troppo grande la gioia da comunicare, ma capiscono tutti la mia emozione e mi sono vicini.

Devo davvero ringraziare Giovanni e Manu, che mi hanno accolta come una sorella. Tutti gli istruttori che hanno un’umanità che è indescrivibile. Non sei un numero su una tabella dei decolli, ma hai un nome, una faccia, sei una persona, un’amica e hai tutto il rispetto, la comprensione, la disponibilità e il tuo tempo per apprendere.

I nuovi amici che ho trovato, persone splendide che mi hanno saputo accogliere.

So che anche lì, d’ora in avanti, avrò il mio pezzettino di casa, il mio letto, sarò tra persone stupende!

La porta del Turbo Finist, che mi ha aperto ad una vita nuova, fatta anche di incertezze di paure, di emozioni nuove, ma che imparerò un po’ per volta ad affrontare!

Ieri, domenica 12 Settembre 2010, ho raggiunto un nuovo obbiettivo! Sono diventata una paracadutista!

Patrizia.

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Commento da Patrizia Baccarin su 30 Settembre 2010 a 15:13
Grazie Federico, anch'io ho in te un amico multi sportivo!
Commento da Federico ... su 30 Settembre 2010 a 14:36
sono contento per te...congratulazioni amica paracadutista...ora ho un'amica paracadutista!
Commento da Patrizia Baccarin su 30 Settembre 2010 a 10:57
Lo spero per te, perchè le emozioni sono davvero tantissime. Sabato sono passata in caduta libera dentro una nuvola bianca .... Me la sono mangiata, leccata e aspirata ... Una nuova sensazione anche se poi è come passare dentro la nebbia, ma da fuori ne vedi tutta la forma prima di ritrovare sotto il cielo blù! Coraggio!!!
Commento da LB su 30 Settembre 2010 a 10:18
Complimenti ! Hai fatto quello mi riprometto di fare io da anni... dal congedo di paracdutista militare che, come saprai, si lancia solo con fune di vincolo e non prova una vera caduta libera... chissa' che il tuo racconto non mi dia lo sprone giusto.... :-)
Commento da Patrizia Baccarin su 26 Settembre 2010 a 21:29
Grazie Andrea, io ci sarò...
Commento da Miria su 14 Settembre 2010 a 10:45
Patrizia, il tuo racconto mi ha fortemente emozionato. Hai saputo trasmetterci le ansie, la gioia e l'adrenalina da te provate, ma soprattutto la determinazione a raggiungere nuovi obiettivi. Sei ammirevole e noi siamo orgogliosi di averti nel nostro gruppo! Ciao e....una pacca sulla spalla!!!!
Commento da Patrizia Baccarin su 14 Settembre 2010 a 8:34
Daniela, CREDICI !!! Luke, quando ti togli la sciarpa ci troviamo per un aperitivo!!! Un abbraccio!!!
Commento da Luke su 13 Settembre 2010 a 22:57
Daje Patrizia!
Grandissima, ma hai dimenticato di scrivere dove offrirai da bere e da mangiare per il gioiso evento! :D
Commento da daniela bognanco su 13 Settembre 2010 a 22:40
Grande !!! emozioni che avrei sempre voluto vivere....chissa! Bel coraggio: brava.
Commento da Anna Zampini su 13 Settembre 2010 a 18:19
bravissima pat complimenti anche per le emozioni che hai saputo trasmettere

GUARDATE QUI IL VIDEO "IL PIACERE DI PERDERSI. TUTTO L'ANNO.
Un video dedicato all'outdoor e a tutte le attività all'aria aperta che il territorio può offrirci! Nel fantastico scenario di laghi, monti e valli!

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