I reportage di Neveazzurra. Lunedì 16 marzo, una giornata a San Domenico Ciamporino

Dopo aver visitato quasi tutte le stazioni del comprensorio di Neveazzurra, i nostri reportage ci portano finalmente alla scoperta delle località sciistiche situate più a nord. E’ lunedì 16 marzo e la giornata è a dir poco fantastica: sole, cielo blu, caldo e nemmeno un alito di vento. La destinazione mia e di Giancarlo è San Domenico Ciamporino, nell’area del Sempione.

Verso San Domenico, nel Parco naturale Alpe Veglia
San Domenico, frazione alpina del comune di Varzo, è situata a 1420 metri di altitudine in Val Cairasca, valle laterale della Val Divedro, ed è il punto di partenza d'inverno per le piste da sci dell'Alpe Ciamporino (a quota 1975 metri) e d'estate per il parco naturale Alpe Veglia (1750 metri).

Imbocchiamo la Superstrada del Sempione e in dieci minuti siamo all’uscita di Varzo, entriamo in paese e svoltiamo nella strada provinciale che ci condurrà sino alla località San Domenico. Undici km, venti minuti di viaggio tra i boschi, in un panorama che si sussegue sempre più affascinante.

A Ciamporino venti km di piste in pieno sole
Lasciamo l’auto nel piazzale e ci incamminiamo verso la biglietteria per salire poi sulla seggiovia che ci condurrà all’Alpe Ciamporino. Ci attendono 20 km di piste per la discesa, spazi aperti e numerosi percorsi di sci alpinismo, snowboard e freestyle, con percorsi per i principianti e piste per gli sciatori più esigenti.

Prendiamo il nostro skipass e saliamo in seggiovia: per raggiungere l’Alpe Ciamporino, a quota 1975 metri, bisogna utilizzare due impianti seggioviari: la seggiovia biposto San Domenico – Casa Rossa, lunga 870 metri e con un dislivello di 330 metri, e subito dopo la seggiovia Casa Rossa – Ciamporino lunga 500 metri e con un dislivello di 200 metri. Arriviamo all’Alpe Ciamporino e si presenta ai nostri occhi una vallata immersa in pieno sole, con una quantità incredibile di neve e un panorama da togliere il fiato.

Appuntamento con il direttore Vittorio Claisen

Ad accoglierci Vittorio Claisen, direttore degli impianti, che ci annuncia che sarà la nostra guida per la nostra giornata a San Domenico. Ne siamo molto felici e decidiamo di fare subito due chiacchiere in uno dei bar situati alla partenza degli impianti, per farci raccontare qualcosa di San Domenico.

Vittorio ci dice che la stazione sciistica dispone di moderni impianti di risalita che consentono di raggiungere quota 2500 metri, con una portata complessiva di circa 8'000 persone l'ora. Le piste offrono un dislivello totale di circa 1.100 metri, dalla Bocchetta dei Crosi (2.500 metri) a San Domenico (1.420 metri).

L'offerta sportiva, la tranquillità, la bellezza dei paesaggi e un'adeguata ricettività alberghiera, assicurano un piacevole soggiorno in una delle zone più incantevoli e caratteristiche nelle Alpi Lepontine.

La stazione, nella quale lavorano sedici persone, è aperta da dicembre a maggio e, per quest’ultimo scampolo di stagione, rimarrà aperta al sabato, domenica e lunedì, per il Ponte di Pasqua da venerdì a martedì e chiuderà con il ponte del 25 aprile (ultimo giorno lunedì 27 aprile). Il lunedì è il giorno promozionale, con lo skipass a soli 12 €uro. La neve è davvero abbondante, oltre tre metri, e le piste sono perfettamente tenute.Tutti i fine settimana a Ciamporino sono in servizio i volontari della Fips, pronti a intervenire in caso di necessità, e la domenica è in servizio anche un dipendente della stazione, abilitato al soccorso piste.
Sulle piste con l'unica àncora di Neveazzurra

E’ ora di sciare e prendiamo l’àncora Ciamporino (è l’unico impianto di questo tipo presente nelle stazioni del comprensorio Neveazzurra) e, percorrendo i 900 metri della sciovia, attraversiamo il campo scuola, un’area vasta e pianeggiante adatta ai bambini e ai principianti e con tre piste blu.

All’arrivo dell’àncora salutiamo l’addetta, e scendiamo fino alla partenza della seggiovia Sella. E’ lunga 1.300 metri e con un dislivello di 320 metri, ed è la via d’accesso per la parte alta della stazione.

Arrivati al passo della Sella, quota 2320 metri, percorriamo la pista rossa che ci porterà alla partenza dello skilift Del Dosso. Lo prendiamo e in pochi minuti, percorsi i 990 metri della sua lunghezza, siamo a quota 2.500 metri. Vittorio ci invita a togliere gli sci e, percorsi pochi metri, ci affacciamo su un balcone naturale che domina tutta la Valle Vigezzo, il monte Cistella e la piana di Domodossola, il parco del Veglia e il Devero.

Ogni discesa un tracciato diverso
Rimettiamo gli sci e proviamo le piste: ce ne sono ben tre rosse, e una nera. Tutte riportano al passo della Sella e poi alla zona Rifugio. Diamo appuntamento a Vittorio a più tardi per il pranzo, e io e Giancarlo proviamo le tre piste rosse.

Piste larghe, con una bella neve farinosa e compatta, lisce come una tavola. Saliamo e ridiscendiamo: ogni discesa sulla neve è un tracciato sempre nuovo e diverso dal precedente…puro divertimento!

Ci sono anche molti ragazzi sulla tavola: San Domenico è infatti molto amato da chi pratica lo snowboard, grazie alle numerose possibilità di fuoripista e a un attrezzatissimo snowpark.

Sedici maestri per imparare a sciare
Ritorniamo al Rifugio e salutiamo Giorgio, uno dei maestri della scuola di sci di San Domenico.

Alla Scuola sono in servizio sedici maestri in grado di soddisfare le esigenze degli amanti dello sci, dello snowboard e del telemark. E' attivo anche il servizio di noleggio attrezzature con due punti, uno sulle piste e l'altro a fondovalle.

Al Rifugio per mangiare, dormire e prendere il sole

Raggiungiamo Vittorio al Rifugio 2000: oltre a un paio di bar posizionati direttamente alla partenza della stazione, il Rifugio Selfservice 2000 ha un’offerta completa.

Bar tavola calda, per pranzare con menu che vanno dall’antipasto al dolce e con numerose possibilità di scelta (prezzi dai 14 ai 25 €uro), possibilità di pernottamento nella camere al piano superiore, tutte in tipico stile montano, servizio bar e solarium con noleggio di sedie sdraio.

Insomma, un punto d'appoggio non indifferente sia d'inverno che d'estate, quando San Domenico diventa meta prediletta per gli amanti delle ascensioni e delle escursioni.

Ancora tanta voglia di sciare
Dopo pranzo la voglia di sciare è ancora tanta, incontriamo di nuovo Gianluca, l’addetto alla seggiovia.

E' Vittorio a invitarci a tornare in quota. Il sole è caldo ma la neve tiene benissimo, in compenso il viso comincia ad arrossarsi.

Vittorio mi dà qualche consiglio per migliorare la mia tecnica e poi mi dice di seguirlo: a San Domenico ci si abbronza e s’impara a sciare, mi dice, così mi porta sulla pista nera.

La mia prima pista nera
In questi due mesi di reportage ho sempre evitato di affrontare le piste difficili, ma mi sento talmente a mio agio che accetto la sfida ….e la vinco. Riesco ad arrivare fino in fondo cadendo solamente una volta e rialzandomi immediatamente. Una gran soddisfazione davvero!

Per i fratelli e le sorelle, ecco lo snowpark

Ormai sono quasi le tre e andiamo a visitare lo snowpark. Purtroppo di ragazzi con la tavola ce ne sono pochi (il parco si anima la domenica) ma constatiamo che il park naturale è davvero ben attrezzato tra half pipe, jump e boardercross.

Si rientra a valle con gli sci ai piedi

E’ davvero tardi e dobbiamo rientrare. La neve ancora abbondante ci consente di ridiscedere a1.420 metri di San Domenico con gli sci ai piedi, anziché con la seggiovia, attraverso la pista che si snoda tra i boschi. Ci accompagna il maestro di sci Giorgio, che mi aiuta ad affrontare i tratti più difficili.

Pista nera e abbronzatura: a San Domenico obiettivo raggiunto

E’ stata davvero una bella giornata, trascorsa con persone simpatiche e disponibili, in una località a dir poco incantevole.

E rientrando verso casa ripenso alle parole di Vittorio: aveva proprio ragione! Forse affermare che ho imparato davvero a sciare è pretenzioso, ma a San Domenico posso dire di essere riuscita a raggiungere due obiettivi: scendere da una nera e….abbronzarmi! Al prossimo reportage

Miria, Community Manager

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Commento da TORRE su 29 Marzo 2009 a 22:58
....QUESTA STAGIONE NON CI SONO ANCORA STATO,MA VISTA LA NEVE SONO ANCORA IN TEMPO.BRAVI CIAO.
Commento da Miria su 18 Marzo 2009 a 11:50
Ciao Sara...hai ragione, è proprio un duro lavoro il nostro!!! :) Se vuoi unirti a noi....ti faccio un fischio appena programmiamo il prossimo reportage. Buona giornata anche a te. ciao ciao
Commento da sara63 su 18 Marzo 2009 a 11:45
Ragazzi, vi invidio non un pò....moltissimo ricordo bene il paesaggio che si può ammirare dai 2500 metri dell'arrivo della sciovia Del Dosso, poi la giornata di sole senza una nuvola in cielo fa tantissimo. L'anno prossimo portate anche me?
Buona giornata
SARA
Commento da Giancarlo Parazzoli su 18 Marzo 2009 a 11:31
Scherzavo ovvio, cmq brava!
Commento da Miria su 18 Marzo 2009 a 11:26
Perfido!!!!! Ma se davvero potessero durare così tanto, tranquillo che ci impiegherei anche il doppio del tempo!!!
Commento da Giancarlo Parazzoli su 18 Marzo 2009 a 11:24
ehm ehm... se tutti impiegassero il tempo che hai impiegato tu per fare quella pista nera, le stagioni invernali dovrebbero durare 356 giorni all'anno (e forse qualcosina di +)

GUARDATE QUI IL VIDEO "NEVEAZZURRA, IL PARADISO DEGLI SPORT INVERNALI"
Un comprensorio sciistico a misura d'uomo e di famiglia, di agonista e di amatore! 150 km di piste tra Lago Maggiore, Lago d'Orta, Lago di Mergozzo e Valli dell'Ossola!

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