LA CHIUSURA DELLE VIE DI COMUNICAZIONE PER PERICOLO DI VALANGHE

MELLONI MARIANO
Via S. Rita, 1
28854 MALESCO
ESPERTO IN NEVE E VALANGHE



LA CHIUSURA DELLE VIE DI COMUNICAZIONE PER PERICOLO DI VALANGHE

Da più parti, in particolare da chi per motivi di lavoro o di natura economica quotidianamente deve spostarsi dai paesi superiori al fondovalle, si sono levate numerose e forti proteste per la chiusura della statale 659 della Valle Formazza a monte della frazione di Cadarese.
Evidente che l’ANAS, in primo luogo ente gestore e responsabile dell’arteria, dovendo garantire la massima sicurezza a chi decide di transitare sulla strada voglia disporre di quelle garanzie, quanto meno su base previsionale, che scongiurino il rischio di essere travolto da una valanga.
Il problema si è posto con particolare evidenza quest’anno a seguito delle precipitazioni nevose che, nei mesi di dicembre e gennaio scorsi, hanno assunto una caratteristica di eccezionalità.
Eventi simili ( riferiti alla sommatoria di questi due mesi) hanno ritorni superiori ai dieci anni, se poi si considera che anche febbraio ha fatto la sua parte, si riesce a capire come la situazione che si è venuta a creare sia da ricollocare in un contesto di straordinarietà.

La domanda che molti si pongono, proprio ora che la neve alle quote più basse va scomparendo, e che comincia a ridursi anche alle quote medie, è del perché proprio adesso si prendano dei provvedimenti di chiusura e si paventi un determinato rischio.
Le valanghe cadono normalmente già durante la nevicata, in particolare dai pendii più ripidi, quando la precipitazione raggiunge una determinata soglia per cui le forze interne di trazione rompono un equilibrio già di per sé delicato, cadono poi nei periodi immediatamente successivi alla precipitazione nevosa in seguito a dei movimenti interni di assestamento della coltre nevosa che anch’essi, rompono gli equilibri tra forze e resistenze interne. Normalmente dopo questi principali eventi, in particolare a seguito dell’irraggiamento solare , il manto nevoso risulta più stabile, di conseguenza il pericolo risulta minore.
Vi è però da considerare che successive fasi di precipitazione, e successivi scaricamenti di neve, vanno ad intasare quei canali (normalmente conosciuti come zone di scorrimento) in cui la valanga scorre fino a raggiungere il suo punto di arresto.
Ebbene, oggi sulla Formazza in particolare ma anche su altre valli questi canali sono colmi e la neve, già accumulatasi per effetto dei precedenti eventi valanghivi, forma un piano di scorrimento particolarmente favorevole per quelle masse nevose prodottesi nuovamente a monte, in particolare a seguito dell’azione eolica, o rimaste ancora instabili per non aver perso quella coesione che potrebbero invece perdere con l’avanzare della stagione ed il rialzo delle temperature.
Proprio in questi limitati siti il pericolo è maggiore in questa stagione che non nei mesi precedenti, da qui la necessità di porre in sicurezza l’arteria.

Certo, la soluzione di chiusura della viabilità è la soluzione estrema oltre che la più penalizzante, sia dal lato di vivibilità del territorio, sia dal lato economico, in particolare per quelle valli che vivono di turismo invernale.
E’ il medesimo problema che vive ogni comprensorio sciistico (i grandi comprensori in particolare) che rischia di non staccare qualche decina di migliaia di skipass per una chiusura domenicale a seguito di un’abbondante nevicata.
Ma i gestori dei comprensori sciistici, che devono guardare al bilancio di fine stagione, si sono attrezzati per difendersi dai possibili inconvenienti e ridurre al minimo i periodi di chiusura garantendo la massima sicurezza ai propri clienti.
Nelle stazioni sciistiche normalmente si ricorre alla bonifica dei versanti mediante il distacco artificiale, con appositi esploditori quali il Gazex, l’Avalex , e più recentemente il DaisyBell, oppure con gli esplosivi convenzionali che, contrariamente a quanto ritenuto da molti, possono essere utilizzati anche sul territorio nazionale italiano, ancorché soggetti ad una serie di norme di pubblica sicurezza che di fatto ne rendono un po' più difficile l’utilizzo.

Per proteggere le arterie stradali non sempre è possibile, o conveniente, installare dei sistemi di difesa strutturale permanente quali barriere, reti fermaneve, cunei, dighe di contenimento, gallerie, questi normalmente già esistono laddove i ritorni delle valanghe hanno una elevata frequenza.
Diversamente la soluzione più economica e più rapida, è quella di un intervento di tipo temporaneo, col distacco artificiale delle masse nevose instabili ogni volta che se ne presenti la necessità.

Vi è da domandarsi se vedremo l’Ossola tutta, non solo la Formazza, attrezzata per risolvere il problema nei prossimi anni, è solo una questione di sensibilità e di volontà politica.
In Formazza, ma non solo, si son fatti un po’ di voli in elicottero per verificare…, spero scendendo direttamente sul terreno e facendo le dovute rilevazioni, i previsti profili del manto nevoso, le debite prove di stabilità, e non solo una seppure attenta osservazione per determinare il livello di pericolosità.
Non era forse più conveniente fare qualche volo in meno sfruttando magari l’occasione per provocare artificialmente il distacco, le tecniche ormai definitivamente acquisite sono ampiamente utilizzate su gran parte delle Alpi, anche di quelle italiane.
La verifica ha portato alla chiusura e all’isolamento di una Valle con conseguenze economiche disastrose, un distacco artificiale avrebbe risolto il problema nell’arco di tempo necessario a ripulire la strada dalla eventuale valanga provocata. Mi pare oltretutto che, nel caso formazzino i siti da considerare con occhio particolarmente critico si possano contare sulle dita di una mano.

Mariano Melloni


Mariano Melloni – Capitano degli Alpini nella riserva Tel. 338 8453788 e-mail: mariano.melloni@tin.it
ABILITAZIONI AINEVA SVI: Osservatore Nivologico * Tecnico e Assistente al Distacco
Direttore delle Operazioni * Responsabile della Sicurezza
28854 MALESCO ( VB ) –Via S.Rita 1

Visualizzazioni: 79

Commento

Devi essere membro di Neveazzurra per aggiungere commenti!

Partecipa a Neveazzurra

Commento da giuseppe su 4 Aprile 2009 a 12:34
Potevo capire se tutto questo succedeva negli anni 30-40-50- ma nel 2009 è assurdo non trovare un sistema per superare questo ostacolo.
E poi vogliamo parlare di turismo in ossola e nel vco.
Commento da stephen erlank su 28 Marzo 2009 a 7:46
Semplicemente vergognoso!!
Ma perche' queste cose nelle altre regioni non succedono?..e in svizzera una situazione tale oltre ad essere inconcepibile sarebbe considerata una bestemmia??
La Formazza e' forse troppo a NORD? Non gliene frega a nessuno dei nostri politici...una volta giunti a roma...si scordano i problemi...eppure..stiamo parlando del sequestro di una intera valle!! :(
Commento da Gianni Iacazzi su 27 Marzo 2009 a 10:38
concordo
Commento da Mariano Melloni su 26 Marzo 2009 a 19:17
Caro Gianni, non ho dubbi sul fatto che i Colleghi della CLV Antigorio Formazza abbiano valutato con attenzione e professionalità la situazione.
Il fatto è un altro, una Valle intera sta aspettando da un paio di mesi che la natura sciolga un problema che invece dev'essere risolto dalla politica.
E cosa doveva fare chi deve garantire la sicurezza dei cittadini, se non interdire il passaggio, nella impossibilità materiale di applicare quelle soluzioni alternative ed economicamente meno penalizzanti che in tante altre valli alpine si mettono in atto?
Il grido di allarme lo devono lanciare Sindaci e Presidenti di Comunità Montane, e la Provincia dovrebbe fare la sua parte anche su questo, non solo sulla gestione delle acque o dei rifiuti, visto che il territorio del VCO è per la gran parte montuoso.
Speriamo che per gli anni a venire qualcosa si muova, e che i "voli" vengano sfruttati anche e soprattutto per porre rimedio al problema e non solo per certificarlo.
Commento da Gianni Iacazzi su 26 Marzo 2009 a 9:31
Un mio amico guida che fa parte della commissione valanghe ha effettuato i sorvoli in elicottero in formazza e devero, a quanto mi ha raccontato per la formazza i punti a richio erano 14 e in buona parte di questi lui ed un collega hanno effettuato delle stratigrafie al fine di valutare il pericolo. Ovvio che dare un parere favorevole in una situazione del genere non è una cosa semplice, specialmente pensando alle responsabilità connesse.

GUARDATE QUI IL VIDEO "NEVEAZZURRA, IL PARADISO DEGLI SPORT INVERNALI"
Un comprensorio sciistico a misura d'uomo e di famiglia, di agonista e di amatore! 150 km di piste tra Lago Maggiore, Lago d'Orta, Lago di Mergozzo e Valli dell'Ossola!

Attività Recenti

Ferry ha aggiunto il post del blog CAI Omegna - 39° Corso di sci di fondo di Stefano tra i preferiti
22 ore fa
Post del blog da Stefano
lunedì
Stefano ha pubblicato uno stato
"CAI Omegna - 39^ Corso di Sci di Fondo Centro Fondo Riale 11-18-25 gennaio e 1 febbraio 2020 Info boldo68@libero.it iscrizioni aperte"
6 Dic
È stato selezionato un post del blog di Silvia
5 Dic
Post del blog da Silvia
5 Dic
Maurizio Squizzato ha pubblicato uno stato
"a quando l'apertura degli impianti?"
3 Dic
Carlo Zanoni è ora membro di Neveazzurra
2 Dic
Icona profiloriccardo e Monica Mira si sono uniti a Neveazzurra
25 Nov
Valerio Martoglio è ora membro di Neveazzurra
18 Nov
Icona profiloRaffaella Moroni e mauro bergo si sono uniti a Neveazzurra
11 Nov
giovanni limonta è ora membro di Neveazzurra
7 Nov

© 2019   Creato da Oreste.   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Politica sulla privacy  |  Termini del servizio